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Ripristinare un pavimento senza usare le resine

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Strato Dursil 1-5

Andrea De Benedetti 30 Maggio 2022 No Comment


Quando è necessario riparare pavimenti in cemento malridotti, il mercato sembra offrire un’unica soluzione: un trattamento in resina.

Ma è davvero cosi, Si devono usare le resine per ripristinare un pavimento? 

Ovviamente no 

E’ perfettamente possibile ripristinare un pavimento senza usare le resine. Anzi, a ben vedere ne esistono più d’uno. 

Si può per esempio utilizzare un pavimento prefabbricato come le piastrelle. Questo è un metodo “antico” ma che ha molti vantaggi dal punto di vista tecnico; ne abbiamo parlato in un articolo. 

Ma oggi analizziamo un sistema differente, più economico che ripristina lo strato d’usura con il cemento. Ed’ è davvero un’idea interessante che molti vantaggi. Perchè ripristinare un pavimento senza usare le resine si può! 

Le resine

 

Il mercato, come abbiamo detto, tende a consigliare sistemi resinilici perchè sono molto ben conosciuti. Ma al contempo presentano molti problemi. 

In generale la soluzione resinilica non è scoretta, anzi a volte può essere l’unica soluzione. Ma va sempre considerato il motivo per cui il pavimento si è ammalorato. Infatti spesso il motivo è la semplice usura, altre volte sono stati ripristini, urti meccanici, ed ogni problema ha una soluzione diversa. Ne parliamo però in una ltro articolo.

Oggi invece ci concentriamo sul caso più diffuso, ossia quando lo strato d’usura è ormai consumato, magari ce ne si è resi conto troppo tardi ed anche il CLS ha iniziato a rompersi, sfarinarsi o si è deteriorato. Vediamo i sisemi in resina e poi quelli in cemento, considerando sempre che se lo strato d’usura era iandeguato andrà ripristinato con qualcosa dalle prestazioni migliori. 

Verniciature e strati a basso spessore 

strato di una vernice in resina circa 150-200 micron

Una semplice verniciatura potrebbe nascondere al massimo eventuali macchie, porterà in vista le lesioni sottostanti e e si consumerà in fretta. Una verniciatura in resina – a prescindere dal tipo di resina utilizzata, ossia epossidica, acrilica, poliuretanica, vinilica – è sempre molto sottile e non contiene le “cariche”, ossia la parte indurente. E’ certamente più resistente di una normale pittura, ma non è in grado di porre freno all’usura meccanica. Basti pensare che un trattamento con due mani di resina data  a rullo ha uno spessore di circa 150 micron ossia un foglio di carta. 

Sistemi multistrato 

Un sistema multistrato è si in grado di ripristinare uno strato d’usura ammalorato – a patto che l’usura non sia gravosa – ma non coprirà le fessurazioni, le buche ed altri danneggiamenti. I sistemi multistrato inglobano piccole cariche di materiali indurenti. Spesso viene usato del quarzo, ma è sconsigliabile perchè per ottenere un buon risultato con uno strato comunque sottile – si parla di 2000 micron ossia 2 mm ) sarebbe meglio usare cariche molto più dure come il Carborundum. 

Trattamenti “Autolivellanti” 

A volte però veniamo tratti in inganno da un termine usato spesso in modo scorretto, ossia ” livellante”. Un trattamento autolivellante non è in grado di coprire piccoli buchi o avvallementi, che si riprodurranno sulla superficie.

La malta di resina 

La soluzione c’è e sono, ovviamente le malte di resina, i poliuretanicementi, gli epossicementi, prodotti che, potendo contare su uno spessore “consistente” ( superiore a 8 mm) sono in grado di livellare le imperfezioni ma sopratutto di inglobare cariche di dimensioni adeguate a garantire un’ottima prestazione. 

Ma non è l’effetto “autolivellante” la chiave di svolta, quanto l’alto spessore dello strato d’usura in resina che permette di “scendere di quota” durante la preparazione e raggiungere una superficie vergine. Perfetto.

Ma allora perchè l’uso delle malte in resina è cosi poco diffuso? Presto detto: perchè richiedono mano d’opera più specializzata e costano di più anche se – in proporzione – sono più convenienti. Basta pensare che a poco più del doppio del prezzo a mq si ottiene uno strato – e quindi un consumo del prodotto – quadruplo. 

Una verniciatura in resina comporta la creazione di uno strato filmico di pochi micron, una malta di resina richiede la realizzazione di uno strato d’usura alto 8 mm, è evidente che nel secondo caso il costo è enormemente più alto, ma nel primo caso il vantaggio non è del cliente, ma dell’applicatore. 

Quindi spesso i respiratori consigliano trattamenti apparentemente più economici, che poi si dimostrano essere solo soluzioni “temporanee”.

 

C’è un’altra soluzione? SI.

 

Si può optare per un sistema a riporto realizzato in cemento. In pratica andremo ad applicare una malta di cemento sul pavimento in cemento ammalorato. Questo sarà fresato o subirà altri procedimenti meccanici fino a raggiungere uno strato non difettoso. Quindi si applica un primer speciale sulla superficie e si procede ad un getto di malta cementizia, inerti duri ed addittivi che sarà applicato con il metodo ” fresco su asciutto”. In questo modo sarà possibile ottenere un nuovo strato d’usura ad alto spessore ( da 1 a 5 cm) che può essere anche molato e lucidato.

 

L’applicazione è piuttosto semplice ed il prodotto è VOC free. L’altezza dello strato d’uria permette di compensare la maggior parte dei difetti. E’ anche possibile applicare strati d’usura speciali come cementi fotocalitici capaci di “ripulire” l’ambiente di lavoro da particelle inquinanti.

In questo caso abbiamo provato il DURSIL 1-5. 

 

E’ applicabile sempre?

Per quanto l’applicazione di un sistema a riporto in cemento ha un vasto campo di impiego, molto superiore ai sistemi resinilici, ci sono delle situazioni in cui non è possibile applicare nemmeno questi, ossia quando il supporto è difettoso al punto da cartellare ( si rischia un distacco di parte del supporto), o di sbriciolarsi ( quando si è utilizzata troppa sabbia) o quando si ha di fronte un cedimento strutturale della piastra o del terreno. In quest’ultimo caso è necessario prima consolidare la piastra. Ma, in generale, quando il supporto è troppo scadente, e quindi si parla di Danni strutturali, l’unica soluzione è la demolizione, con realizzazione di un massetto su cui poi andare ad intervenire con uno strato d’usura a riporto.

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